La testa vuota e la Puglia cosi e così

 
   
 

Ma alla fine è meglio una Puglia “così e così”

I tanti adesivi rossi con cui i sostenitori di Vendola accoglievano gli elettori alle primarie del 24 gennaio non lasciavano dubbi: loro erano la Puglia migliore..

Da tempo diffido dei comparativi di maggioranza per non parlare dei superlativi: e forse per questo mi era tornato in mente una gag di Troisi di molti anni fa.

A chi gli chiedeva se preferiva vivere un giorno da Leone o cento da pecora lui rispondeva "meglio 50 giorni da orsacchiotto". Spero di non apparire blasfemo se tornando alle vicende pugliesi vorrei collocarmi tra coloro che non aspirano né alla Puglia migliore né a quella peggiore.

Mi accontenterei insomma di una Puglia "così e così.

E forse farebbero bene anche i candidati alla presidenza della regione a non eccedere in ricette miracolistiche.

La vicenda della sanità in Puglia dovrebbe pur insegnare qualcosa.

Se non si fossero fatte tante promesse prima delle ultime elezioni i risultati attuali non sembrerebbero così modesti.

Meglio meno ma meglio diceva  un saggio russo nel 1917.

Gianni Turrisi

(L'osservatorio  Salento Puglia "20 centesimi, 6 febbraio, 2010

 

 
 

Il disordine è davvero grande sotto il cielo. avrebbe detto il grande timoniere, il compagno Mao Tse Tung.

Ma dalle parti nostre e ai tempi nostri mi sembra che abbiamo superato davvero il livello di guardia.

In questi giorni , nelle edicole, si trova un foglio volante, color di rosa, che in sole due facciate e al costo di soli 20centesimi si propone come "lettera quotidiana" al popolo dei lettori incalliti, di quelli che non sono capaci di lasciarsi scappare alcunchè che odori di inchiostro.

A volte la nostalgia ha dei vantaggi. Uno di questi è che evita che sfuggano delle perle da collezione.

E il n. 1 dell'anno II della "lettera quotidiana" ne contiene. La riportiamo sopra. Non sappiamo se la firma dirà qualcosa a chi leggerà questa nota.

E ci rimane il dubbio che il Gianni Turrisi che firma il corsivetto sia lo stesso che sino a poco tempo fa è stato stretto collaboratore di Giovanni Pelleggrino alla Provincia di Lecce e, dirigente dei Ds e del PD, è stato anche consigliere comunale di Lecce per lungo tempo.

Che se invece fosse proprio lui, tanto è esplicito il giudizio sul bilancio della Giunta Vendola, almeno in Sanità, ci sarebbe da chiedergli chi voterà a fine marzo.

Ma da un po di tempo ci siamo abituati pressocchè a tutto nel centrosinistra e per cui che Turrisi la pensi e la dica in questo modo ci sorprende, ma non ci sgomenta.

Che l'ambizione sia una Puglia così e così, cioè una regione mediocremente governata invece ci preoccupa.

La testa è ormai decisamente vuota e le uniche idee che affollano i programmi dei Partiti sono quelle dell'occupazione del potere da perseguire senza scrupoli e pudori, senza infingimenti e senza alcuna coerenza e virtuosità democratica.

La cronaca politica neritina di questi giorni la dice lunga sui livelli di imbarbarimento raggiunti.

Quanto è accaduto alle primarie per la scelta del candidato Presidente da parte del centrosinistra è indicente.

E ancor di più che nessuno provi un minimo di vergogna. A partire dalla neo eletta segretaria del PD che ha già assorbito la peggiore incultura di governo non commentando in alcun modo i comportamenti del Sig. Frasca e del suo gruppo che, prima, osannato e ricercato dal centrosinistra, si è mobilitato con le truppe cammellate per far votare Boccia, poi, Vendola nominato, è passato armi e bagagli nelle fila del concorrente del governatore, Rocco Palese.

In questi giorni è "uscito" il CD di Xelfer cui abbiamo dedicato uno spazio nell'ultimo numero de LaVoce. Consigliamo di sentirlo tutto.

Dovrebbe sentirlo attentamente il Sindaco Vaglio. E con una punta di umiltà e autocritica anche Rino Dell'Anna.

Racconta di una città allo sbando. Senza un passato (il centro storico nel più piena abbandono e degrado) senza un futuro (nessun programma serio, nessuna realizzazione importante programmata e avviata.

Le scuole al freddo senza gasolio per riscaldare gli scolari, gli impianti sportivi sempre più abbandonati, le strade sempre più scassate.

L'elenco dei disastri di Vaglio e C è lungo.

Le canzoni di Xelfer lo raccontano. I video su Youtube lo documentano.

E' quasi singolare che la protesta e il racconto di come vadano le cose in città siano affidate con efficacia al racconto di un moderno cantastorie.

Sono uno stimolo a non rassegnarsi e a non farsi macinare dalla propaganda e dall'omologazione.

Non trova ancora spazio nella musica e nei versi lo stato dell'Ospedale.

Turrisi nella sua nota ammette il fallimento della politica sanitaria di Vendola.

Dopo cinque anni, l'ospedale di nardò invece di recuperare i reparti persi è stato ancora depauperato di risorse umane e strumentali.

Quando si parla di salute è però difficile potersì accontentare di un Ospedale "così e così".

E' lecito pretendere il meglio. E di più.

Anche in questo Vaglio ha dimostrato la sua pochezza di amministratore.

In tre anni da Sindaco non si è interessato per niente dei problemi della sanità pubblica. Come di tante altre cose che sono sotto gli occhi di tutti.

Non sappiamo chi vincerà le prossime regionali e avremo modo prima del voto di tornare sull'argomento.

Nel frattempo con una Amministrazione senza maggioranza, sorretta dalle stampelle improprie

di Dell'Anna e Fracella, Nardò chiede a gran voce una guida.

Passate le regionali e perso il tremo di candidarsi al Consiglio Regionale per Vaglio ormai il bivio è segnato: o consegnarsi alla storia come il peggior sindaco che Nardò ricordi per l'inconcludenza dei suoi mandati, o tentare un riscatto morale con il colpo di coda di dimissioni che permetterebbero a Nardò di prepararsi a un ricambio di classe dirigente ormai indispensabile.

Il nostro sommesso consiglio è: a casa sindaco Vaglio !

 
 

 

L'archivio de La Voce di Nardò


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