Una Città tradita

tra balletti e silenzi

140mila, 332mila, 20mila.

Se qualcuno ritiene, li giochi pure al lotto questi numeri che con la cabala non hanno niente a che vedere.

Che sommati fanno 492. Sempre in migliaia. Di Euro.

In vecchie lire equivalgono a quasi un miliardo.

E sono il costo dei gettoni, indennità, etc, etc, che ogni anno il Comune corrisponde a consiglieri comunali, assessori, presidenti vari.

Per cinque anni sono 2 milioni 460mila euro, quasi 5miliardi di vecchie lire che finiscono nelle tasche degli eletti del popolo.

Meschini conti della serva questi. Basso qualunquismo. Facile demagogia.

Potrebbe esserlo. Così potrebbe facilmente argomentarsi se solo lo si volesse.

Non è di questi numeri che ci interessa parlare.

Anche se è ragionevole aspettarsi che chi eletto dal popolo e da questi viene messo nelle condizioni di svolgere il proprio mandato con un compenso che ne gratifica l’impegno, dovrebbe poi realmente spendersi in progetti e realizzazioni.

In giro se ne vedono poche di cose concrete da attribuire a questo Consiglio Comunale, a questa Giunta.

L’unica cosa in cui brillano è la litigiosità e l’incoerenza che non risparmia schieramento.

Con la Giunta Vaglio e questo centrosinistra Nardò ha fatto un salto indietro di almeno 20 anni, ai tempi di quella che saremmo tentati di definire la "peggiore" DC, ma che pure almeno aveva un’anima e i suoi contrasti li esprimeva in maniera trasparente e palese e li componeva secondo le logiche, comunque, democratiche delle maggioranze e delle minoranze interne.

Qui invece a fronte di un sindaco despota per niente illuminato, che si atteggia, come qualcuno ha detto a improbabile uomo della provvidenza, ci sono gruppi e gruppuscoli che si fanno e si disfanno in ragione degli umori, delle antipatie, degli interessi spiccioli di questi o quelli.

E il discorso, purtroppo vale non solo per lo schieramento di maggioranza, ma si attanaglia in maniera simmetrica all’opposizione in cui lo sfidante candidato sindaco e con lui l’intero schieramento del centrodestra è scomparso trascinato prima nella palude delle polemiche interne allo schieramento uscito perdente, poi nella pigrizia di una pratica politica poco gratificante e soprattutto più faticosa perché legata a una presenza di controllo sull’attività amministrativa.

E siamo ai giorni nostri che ormai da mesi fanno segnare una paralisi nella attività amministrativa grave e colpevole.

Ci dispiace non poter riportare per intero le dichiarazioni e i giudizi rilasciati dai vari esponenti della maggioranza sul sindaco Vaglio, sulla inconcludenza della sua Giunta.

Per fortuna sono cose scritte.

Dette e ridette dai vari Siciliano, Falangone, Ammassari, Risi, che oggi sembrano far finta di niente e voler ricucire strappi che più nei rapporti formali tra i partiti e i gruppi sono lacerazioni profonde nel tessuto sociale, civile ed economico del paese per il grave ritardo che segnano nello sviluppo della città le mancate scelte della Giunta Vaglio.

Dette e ridette e, nella migliore tradizione del peggiore trasformismo nostrano, dimenticate. Anzi, peggio, rinnegate e tradite nella pratica disinvolta dell’occupazione delle poltrone libere.

Nel dicembre dello scorso anno il vicesindaco, il diessino Risi, nel chiedere una convocazione degli organismi dirigenti del suo Partito, in merito ad alcune questioni relative al personale tracciava un bilancio della attività della Giunta e pur evidenziando alcune "luci" della attività amministrativa segnalava con "preoccupazione" gravi ombre e "nuvole sul futuro" della Giunta i cui atti, peraltro, evidenziava erano spesso a rischio di legittimità.

E, intervenendo il 23 dicembre alla Direzione cittadina dei DS aveva detto

"Sono da tempo del convincimento che la verifica della legittimità degli atti in particolare quelli della Giunta dovrebbe essere più penetrante…Gli organi comunali, giunta e consiglio, danno la sensazione di muoversi e deliberare senza una piena conoscenza degli strumenti e delle fonti normative che disciplinano l’attività del Comune. Nascono così errori, ritardi e prese di posizione incoerenti e contraddittorie che determinano pesanti inefficienze nella macchina comunale".

Parlando della attività amministrativa il suddetto faceva presente che "…eccettuato il nuovo Tribunale mancano scelte definitive per le cosiddette opere incompiute (gerontocomio e nuova sede del municipio) mentre lavori pubblici di minore impatto (strade, illuminazione su vie trafficate) sono stati rimandati a mio giudizio per gravi carenze di programmazione; 2 l’azione contro l’ampliamento della discarica è apparsa ed effettivamente si è rivelata inefficace; 3 la politica del personale in più di qualche occasione mi è sembrata poco lucida e anche piegata a logiche clientelari con sprechi e inefficienze per almeno duecentomila euro…"

Per amor di patria ci fermiamo qua.

Perché c’è dell’altro. E non poco.

Ma basterebbe l’accenno alla questione della discarica per farci riflettere sulla irresponsabilità di questa Giunta, di questo Sindaco.

E d’altro canto, poi, ripensando alla "legittimità degli atti" basti ripensare alla vicenda che ha polarizzato per settimane l’attenzione di una intera comunità, quella di S.Isidoro, alle prese con il problema dell’erogazione dell’acqua da un giorno all’altra ridottasi ai limiti della "sopravvivenza" per l’attivazione, senza i regolari permessi e autorizzazioni, di un intero villaggio turistico, sfuggito alla programmazione dei competenti organi comunali.

Torneremo sulla vicenda perché qualcuno che ha barato c’è ed è strano che il sig.Risi, tanto lucido tra le pareti domestiche, sia obnubilato poi dai fumi del suo incarico di vicesindaco e non abbia chiesto ragioni in merito e non abbia voluto voluto vederci chiaro in una vicenda dai non pochi lati oscuri.

Ma a tacere sono anche altri.

E’ grave che in tutti questi mesi non si sia fatta mai sentire la voce della senatrice Manieri.

La notazione non è né polemica, ne pretestuosa, né polemicamente provocatoria.

E’ un fatto!

Come è una legittima aspirazione che le sorti di un Paese si decidano con trasparenza e legittima chiarezza in Consiglio Comunale e non piuttosto in pizzeria davanti a un piatto di spaghetti alle cozze!

La Voce ci è tornata e avremo modo di dire la nostra.

E se qualcuno, pur guadagnando fior di gettoni di presenza, non avrà voglia di controllare la legittimità degli atti amministrativi, qualcuno di buona volontà che lo farà si troverà.

Ne stiano certi lor signori!

 

 

P.S. Mentre chiudiamo questo numero de LAVOCE arriva la notizia che Vaglio ha ricostituito la Giunta integrando la vecchia con Carlo Falangone per lo SDI e nominando alla P.I. e Cultura il prof.Benedetto Vetere.

Nei giorni scorsi si era parlatoo di questa ipotesi che scontava il fatto che al posto di Falangone, in Consiglio Comunale, sarebbe entrato Gregorio Marsiglia, primo dei non eletti. E si era detto anche che, in realtà questi, non molto nelle grazie della senatrice, avrebbe consegnato al sindaco una lettera di dimissioni preventiva, facendo poi rotta in un ben retribuito incarico nello staff del primo cittadino.

Sembrava che non se ne facesse niente, ma poi nelle ultime ore è stata fatta ancora una volta marcia indietro tutta ed è nata la Giunta Vaglio bis fotocopia di se stessa nonostante l’inserimento di Vetere.

Tutto come previsto dunque con Carlo Falangone che ha rinnegato se stesso ha accettato di rappresentare lo SDI in Giunta.

Pare che Marsiglia abbia già, comunque, firmato la lettere di dimissioni dalla carica di consigliere comunale per incompatibilità con il propri incarichi professionali.

Ragioni serie e non discutibili se non fosse che lo stesso Marsiglia non più tardi di un anno fa e a partire dal giorno successivo alle elezioni comunali avviò un contenzioso aspro e puntiglioso per far verificate tutte le schede in varie sezioni elettorali rivendicando il diritto a sedere in Consiglio Comunale al posto di Mirella Bianco.Folgorato sulla via di Palazzo Personè ora il transfuga socialista rinuncia alle sue pretese. Ci sarebbe da rimanere allibiti per tanta onestà e disinteresse se non fosse che già circolano voci ben informate sulle vere ragioni delle sue dimissioni. Ma ne diremo più in la.

Quanto alle ragioni della nomina di Vetere e al "salto di qualità" che la sua presenza dovrebbe far fare alla Giunta non sappiamo come l'abbia presa Piero Caprio, ma il ceffone ci pare solenne per la patente di mediocrità che in tal modo Vaglio gli ha assegnato.

E non solo a lui che, comunque è un ex, ma un po' per tutti i componenti della compagine amministrativa.

Il professore Vetere è una brava persona, uno di quelli che con la politica non si sporcano le mani se non per fare nobili cose e, appunto, mettersi al servizio del paese, quando il paese chiama.

E' chiamato alla responsabilità di dare alla Giunta quel valore aggiunto che sino ad ora questa non è riuscita realizzare per la sua pochezza, dichiarata in tal modo da un Sindaco che con questa scelta dimostra comunque di non avere nessuna fiducia nel futuro della Città, nelle capacità di tanti giovani che in quel ruolo avrebbero potuto portare con il bagaglio della propria cultura anche la freschezza dei propri entusiasmi.

Le scelte potevano essere molte e senz'altro altre.

Ma si è preferito la scelta rassicurante del prestigio di una cattedra, nella migliore tradizione conservatrice che poi è l'anima vera di questa Giunta.

Ancora una volta niente donne in Amministrazione.

E anche questo è un "salto di qualità".L'involuzione continua!