IMBROGLIONI!

La discarica non solo non chiude ma raddoppia e raccoglie i rifiuti di tutta la provincia.

Imbroglioni! Non c'è altro modo di definire Sindaco e Giunta. Hanno sbraitato. Hanno minacciato di dimettersi. Hanno incontrato il Prefetto. Hanno fatto finta di far sul serio.

E il risultato è quello che si legge nelle dichiarazioni del neo assessore all'Urbanistica e all'Ambiente del Comune di Nardò, Orlando, al Corriere del Mezzogiorno. E cioè che ci terremo la discarica, se va bene fino al 2006. Se no dovremo sorbircela almeno per altri 5 anni.

Nel numero in edicola e on line de La Voce abbiamo scritto sulla discarica.

Abbiamo chiesto che il Sindaco fornisca alla Città tutti i dati sull'impatto dell'inquinamento dell'impianto di Castellino.

Deve farlo. E lo faccia in fretta.

Abbiamo riferito dello studio dell'Università di Bari.

Più giù riportiamo un lungo articolo comparso ieri su La Gazzetta del Mezzogiorno.

Non vogliamo fare gli allarmisti, ma chiediamo che su questi argomenti si ragioni con serietà.

Basta con le menzogne e con le manovre elettoralistiche!

Rifletta su questo il neo Assessore Vetere. I salti di qualità si fanno anche con la coerenza e la qualità complessiva della politica cui si partecipa.

E quella di questa Giunta puzza di imbroglio come la discarica!

 

   

"La Gazzetta del Mezzogiorno" ed.di Lecce 5 ottobre 2004

Le cifre pubblicate dalla sezione provinciale della Lega tumori di Lecce confermano la spiccata «fertilità» del territorio per queste patologie
Cancro e leucemie, inquietante escalation
In due anni 2.374 nuovi casi, incidenza più alta rispetto al Brindisino e al Tarantino

Nell'arco di soli due anni, fra il 1999 e il 2000, 2.374 nuovi casi di tumori .
Nel 2000, per esempio, in provincia di Lecce, che conta 815.855 abitanti, i tumori maligni dell'apparato respiratorio (polmoni, bronchi e trachea) sono
risultati 556, quasi il doppio rispetto a quelli della provincia di Taranto (282 casi riferiti ad una popolazione di 587.871 persone - solo il 28 per cento in meno rispetto a Lecce, ndr -) e quasi il triplo rispetto a Brindisi (204 casi, tra i 411.563 abitanti).
I dati sono stati pubblicati dalla sezione provinciale della Lega tumori di Lecce e confermano l'andamento dell'anno precedente, il 1999, quando, sempre di tumori delle vie aeree, nel Leccese se ne contarono 620, il doppio rispetto a Taranto (311) e circa due volte e mezza rispetto a Brindisi (252).
Le cose non cambiano molto se i numeri sono riferiti ai tumori della vescica. A Lecce, nel 2000 si sono registrati 443 casi di decessi, contro i 271 della provincia di Taranto (64 per cento in più) e i 201 casi di Brindisi (220 per cento in più). L'anno prima , nel 1999, a Lecce si contarono 444 casi, contro i 319 di Taranto e i 197 di Brindisi.
Stesse differenze anche per le leucemie, che nel Leccese, nel 2000, sono state 143, più del doppio di Taranto (66) e quasi il triplo rispetto a Brindisi (49); una differenza confermata anche nel 1999 quando le leucemie nel Salento furono 168, rispetto alle 83 di Taranto e alle 70 di Brindisi.
Interrogativi allarmanti , specie perchè le domande sulle cause restano senza risposta. Fattori ambientali nel Salento uguale a possibile sviluppo di tumori? Un'equazione discutibile e inquietante. Più di qualche autorevole medico parla infatti del Salento come della terra dove si coltiva il tabacco e dove l'aria risulterebbe «ammorbata» dai subdoli effluvi che si sprigionano dalle piante a larghe foglie dell'«erzegovìna» e del «kentucky». Un'altra ipotesi prende in considerazione l'alta percentuale di nitrati nell'acqua distribuita dalla rete potabile e altri ancora pensano al possibile commercio, negli anni passati, di rifiuti tossici di ogni genere.
Stando però ai dati su scala nazionale, dovrebbe essere vero il contrario.
Vale a dire, nel sud d'Italia le patologie tumorali si sviluppano con un tasso del 30 per cento in meno rispetto alla Lombardia, al nord Italia e al resto d'Europa. Ma nonostante le cifre e le evidenze, la paura
serpeggia fra i salentini, a causa di una serie di inspiegabili coincidenze che sembrano avvalorare le preoccupazioni di chi risiede in un'area geografica dove mancano i controlli sistematici sulla qualità dell'aria, dove non esiste un registro dei tumori «accreditato» e dove nel nuovissimo padiglione oncologico del "Vito Fazzi", l'unità di Ematologia è ancora sulla carta e nei "totem" segnaletici dell'ingresso. Nei giorni scorsi a
Giampaolo Magrì , uno dei residenti - Bruciano gli occhi, continui starnuti e si avverte un forte odore di farmaci e di candeggina. Molte segnalazioni sono pervenute anche alla stazione dei carabinieri - aggiunge Magrì - dove hanno consigliato di recarsi al pronto soccorso e farsi fare un certificato medico. Un mese fa sono venuti anche i carabinieri del Nas e hanno fatto un sopralluogo. Qui si sono evidenziati diversi casi di leucemie, anche fra soggetti giovani; come in via Circolone e in via Scorrano a Maglie. Pare però che qualcosa si stia muovendo. Nei giorni scorsi, per esempio, sulla strada Cursi-Maglie, qualcuno ha fatto installare un'apparecchiatura che rileva e analizza le polveri disperse nell'aria maleodorante. Speriamo che si riesca a fare chiarezza. Noi vorremmo soltanto una maggiore tutela; in fin dei conti non chiediamo la luna nel pozzo».
L'area indicata è quella attorno a Maglie, Melpignano e località limitrofe, ed è la stessa sulla quale punta il dito anche
Annarosa Renato , una signora che lavora a Maglie e che ogni venti giorni è costretta a fare la spola con l'Istituto "San Matteo" di Pavia, dove gli ematologi continuano a curare il "linfoma" del figlio di otto anni. «Se ne sono accorti anche i medici di molti istituti di ricerca in Italia, che hanno in cura numerosi pazienti della provincia di Lecce - fa sapere angosciata la signora Renato - Da San Giovanni Rotondo a Pescara, da Bergamo a Pavia, dove sono stata, tutti mi fanno la stessa domanda: cosa sta succedendo nel Salento? Come mai ci mandate tanti pazienti da curare?». Ma le cose stanno proprio così? E' ormai accertato che nel Salento prende piede una preoccupante impennata dei tumori? Stando a quanto riferiscono i medici e gli specialisti di casa
nostra le cose non stanno proprio in questi termini. In molti casi si tratterebbe di emotività e di suggestione di chi è toccato da un dramma familiare ed è chiamato a confrontarsi con la legge dei numeri, che spesso disegna inquietanti coincidenze. Si tratta di leucemie, mielomi, linfomi, carcinomi e, più genericamente, di tumori che portano sconforto nelle famiglie e problemi enormi per la collettività. A volte è allarme, ma più spesso, come si diceva, sono soltanto coincidenze che fanno riflettere. Una cosa è certa: la diffusione dei tumori fra la popolazione salentina preoccupa, anche per le carenze strutturali, con le quali si dovrebbero fronteggiare queste patologie che negli ultimi cinque anni sono in evidente aumento, mentre nel nord d'Italia e nel resto d'Europa sono in regresso. «Questi trend però non devono suscitare ingiusti allarmismi - ammonisce
Giorgio Assennato
- parliamo di tasso relativo a tumori polmonari, leucemie e tumori della vescica, soprattutto nel sesso maschile (i tumori più comunemente associati a fattori ambientali e occupazionali) - Un risultato inatteso e difficile da spiegare.
Eppure nel Tarantino e nel Brindisino ci sono numerose attività industriali, quasi del tutto assenti nel Leccese».

Cesare Mazzotta

 

 

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