Intervista con Rino Dell’Anna

 

§        Non le sembri banale la domanda ma, dove và Nardò?

 

Non è una domanda banale, anzi! Sono molti quelli che si fanno questa domanda. La risposta non è difficile!

Nardò, pur essendo la città con il maggior numero di abitanti (dopo il capoluogo) e con il territorio tra i più interessanti della  Puglia, rimane ancora priva di una sua specificità e non riesce ad assumere un ruolo socio-economico di rilievo rispetto ad altri paesi della provincia che ormai hanno preso il volo.

La città purtroppo ristagna e, quello che è più grave, l’attuale Amministrazione Comunale,  in perenne crisi, nulla fa per tirarla fuori da questa situazione.

Se non ci sarà una inversione di rotta da parte di chi oggi la governa, è una città destinata a rimanere ai margini.

 

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Lei è stato Sindaco di questa città per circa tre anni. Prima di lei Vaglio. Dopo di lei Vaglio. Un uomo buono per tutte le stagioni?

 

Nel 1994 Antonio Vaglio fu eletto Sindaco di Nardò da una coalizione di centro-destra e nel 1998, alla scadenza naturale del suo primo mandato, come è risaputo, non si  ripresentò a causa delle sue condizioni di salute.

A seguito di ciò la coalizione di centro-destra propose me  a Sindaco della città.. Fui  eletto al primo turno e dal 1998 al 2001 ho avuto l’onore di essere Sindaco di Nardò.

Successivamente nel 2001 la Casa delle Libertà volle candidarmi, in occasione delle politiche,  a deputato della Repubblica, per cui fui costretto ad interrompere anzitempo il mio mandato amministrativo.

Alle elezioni amministrative del 2002  Antonio Vaglio si presentò come Sindaco della città,  però questa volta  con una coalizione di centro-sinistra, e fu rieletto.

Questi sono i fatti.

Le considerazioni sulla sua coerenza politica e sui suoi trasformismi le lascio ai lettori ed ai cittadini di Nardò.

 

§        On. Dell’Anna con serenità che cosa pensa di questa Giunta?

 

La coalizione di centro-sinistra (Ulivo+Civiche), che ha espresso l’attuale Amministrazione Comunale non ha un suo progetto politico; da oltre due anni la città è allo sbando e la Giunta, in perenne crisi sin dal suo insediamento, tira a campare. Assessori e Consiglieri sono più interessati a mantenersi (salvo qualche eccezione) la poltrona e le relative indennità che ad affrontare i problemi della città, che sono tanti e tutti in attesa di essere risolti.

Siamo di fronte ad una crisi politica irreversibile! Sindaco ed Assessori vivono una situazione tanto precaria da dover combattere ogni giorno non  per affrontare i problemi della città ma per cercare di far quadrare i conti con i consiglieri e le segreterie dei rispettivi partiti e movimenti. Purtroppo le aspettative personali prevalgono in maniera forte rispetto agli interessi della città.

E’ questo che amareggia!

 

§        Lei doveva essere un po’ il leader di un Governo ombra dell’opposizione, ma di opposizione in questi due anni sembra essersene vista poca. Anzi! Se il centro-sinistra è a pezzi, la CdL sembra perderne con la quasi defezione dell’UdC. Che fine ha fatto quell’impegno elettorale?

 

Nel 2002 mi sono candidato a consigliere comunale per sostenere la coalizione della CdL, che purtroppo si presentava divisa al 1° turno, non per essere il leader di un ipotetico governo ombra. Ad altri era affidato tale compito, però la limitata esperienza politica non ha consentito loro di assumere pienamente questo importante ruolo.

Per quanto riguarda l’impegno politico della CdL devo invece sostenere le grandi battaglie politiche che i partiti che la compongono ed i suoi uomini hanno compiuto sui più importanti problemi della città, sia in Consiglio Comunale che al di fuori.

Se per un verso i partiti ed i gruppi della CdL hanno la responsabilità di non aver dato la dovuta risonanza a tutte le iniziative che hanno realizzato, dall’altro la paralisi amministrativa, l’assenza di qualsiasi mezzo comunale di informazione, il non coinvolgimento dei mass-media nell’azione amministrativa concretizzatasi attraverso la mancata divulgazione di  tutti i lavori del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari, la non attivazione degli istituti di controllo e garanzia (difensore civico, regolamento della commissione consiliare di controllo e garanzia) sono tra le cause che hanno provocato la scarsa visibilità dell’azione svolta dalla CdL e dalla minoranzaed hanno impoverito il dibattito politico.

Circa i “discutibili” comportamenti che si addebitano a qualche consigliere comunale di minoranza, molto spesso si tratta di provocazioni e di ammiccamenti che la maggioranzza esercita facendo uso molto spesso di strumenti e metodi che lasciamo giudicare agli altri e che dovrebbero preoccupare tutti: istituzioni, partiti  e cittadini.

Il dialogo della CdL con i neretini è forte e man mano che passano i giorni sta diventando sempre più intenso.

Aspettiamo solo che questo periodo buio di Nardò abbia fine per proporre il nostro progetto di governo della città.

 

§        Se tornasse a governare il paese da che cosa inizierebbe per ridare vitalità all’azione amministrativa?

 

 

 

 

Pochi mesi prima di interrompere il  mio mandato di Sindaco sono riuscito a far approvare dalla Regione il tanto atteso PRG della città.

Partirei da lì per ridare vitalità all’azione amministrativa.

Il PRG oltre che essere uno strumento urbanistico è un fondamentale mezzo di programmazione economica del territorio.

Fisserei gli indirizzi strategici attraverso cui far decollare i settore produttivi del territorio, realizzerei le infrastrutture turistiche, le zone ed i servizi per gli artigiani e le piccole e medie imprese, recuperei e rivaluterei, ai fini di una migliore fruizione, il centro storico,assicurerei la necessaria  prevenzione ed  assistenza alle categorie più deboli, attiverei i servizi fondamentali ai fini di una migliore della qualità della vita di tutti i cittadini. Sarei anche molto attento ai bisogni delle periferie, ascolterei sempre  i cittadini e mi preoccupeerei essenzialmente di risolvere i problemi che interessano tutti e rilancerei il dialogo con la società in tutte le sue espressioni.

 

§        Vaglio si dice pronto a dimettersi se la discarica non sarà chiusa. Lei che farebbe?

 

Vaglio non può pensare che i cittadini di Nardò siano stupidi.

Tutti a Nardò  hanno oggi capito che la sua amministrazione, avendo deciso la revoca delle procedure di gara per la costruzione dell’impianto di “tal quale” avviate dalla precedente amministrazione di centro-destra, non ha fatto altro che assicurare lunga vita  alla discarica di Castellino.

Oggi, finalmente, i cittadini, consapevoli del danno subito si chiedono : per chi e perché è stato fatto ciò?

Io posso solo dire che in questo modo è stato bloccato un progetto ambizioso che puntava a far diventare i rifiuti una risorsa e non un danno per la città.

Io mi sarei preoccupato di attivare  l’impianto di “tal quale” e potenziare sempre di più la raccolta differenziata per realizzare l’industria del riciclo e del suo indotto. Riciclare la carta, il vetro, la plastica, i metalli, essiccare le sostanze organiche umide per ridurle a CDR ed utilizzaarrle come combustibile per la produzione di calore è l’unico procedimento virtuoso in grado di risolvere vantaggiosamente un problema di forte impatto ambientale e di particolare rilevanza sociale.

Come avviene in altre parti d’Europa i rifiuti diventerebbero così  una risorsa  economica ed anche occupazionale.

Purtroppo a Nardò  così non è stato!

Le continue dimissioni sbandierate dal Sindaco di Nardò nel caso in cui non si realizzerà  la chiusura della discarica, sono per Vaglio solo un modo subdolo per salvare la faccia dopo le tante chiacchiere dette.

Per una città valgono i fatti e la risoluzione dei problemi, non frasi di circostanza!

 

§        Con chi tornerebbe a governare questa città? Tra un anno si torna a votare per le Regionali e qualcuno azzarda suoi cambiamenti di fronte.

 

Una città per essere governata bene non necessita di formule, ma di persone capaci, intelligenti, lungimiranti e di un progetto di governo serio e credibile.

E’ attraverso il coinvolgimento sia  delle migliori risorse umane disponibili  desiderose di impegnarsi, con trasparenza e tenacia e senza interessi personali, che con l’utilizzo di tutte le risorse finanziarie del territorio e di quelle che si possono recuperare attraverso progetti specifici, che si possono  creare le condizioni per dare a Nardò quel futuro che tutti auspichiamo e vogliamo.

Ritornerei a governare la città con i cattolici ed i laici della Casa delle Libertà e con coloro che, pur non appartenendo a quest’area, fossero  disponibili a sottoscrivere un  progetto di governo della città e del territorio.in grado di dare alla città di Nardò quel ruolo che le compete.

Per quanto riguarda il resto si tratta di insinuanti illazioni che non mi appartengono.