Discarica di Castellino, foto Calogero

Discarica di Castellino, foto Calogero

DISCARICA

Con l’Ambiente non si scherza.Non si gioca con la salute dei cittadini.

Fuori tutti i dati sulla pericolosità della discarica!

 

 

Nei giorni scorsi l’edizione pugliese de La Repubblica ha pubblicato i risultati di una indagine epidemiologica compiuta dall’Università degli Studi di Bari sulla diffusione dei tumori nelle cinque province pugliesi e, soprattutto, sulla dinamica della loro diffusione, sui tendenziali tassi di crescita o regresso.

L’esito dell’indagine è sconfortante per il Salento.

La provincia di Lecce è quella che fa registrare il maggior numero di insorgenza di tumori ai polmoni e alla vescica.

E’ da tempo che alcuni ricercatori hanno lanciato l’allarme sui fattori ambientali quali causa scatenante patologie che, nonostante i progressi della scienza medica, hanno purtroppo un esito letale e comunque altamente invalidante.

Secondo gli studiosi baresi uno degli elementi da tenere strettamente sotto controllo sarebbe il vento che potrebbe, trasportando particelle cancerogene, essere determinante nella diffusività del male. Si tratta per ora solo di ipotesi anche se preoccupanti.

Nel Salento non abbiamo grandi insediamenti industriali.

L’ILVA , ex Italsider è lontana; il Petrolchimico molto ridimensionato.

Rimane la centrale di Cerano.

E’ da tempo che l’allarme sui fumi del megamostro sulla costa brindisina è alto.

Non fummo pochi quelli che ci opponemmo a Cerano, ma, probabilmente non abbastanza anche se avevamo ragione a promuovere e a fare il referendum che, se non servì a evitare l’insediamento della centrale a carbone, quantomeno propose dei dubbi con i quali, oggi, bisogna fare i conti.

Con l’ambiente non si scherza.

Gli apprendisti stregoni che evocano gli spiriti difficilmente sono in grado di controllarne la virulenza e la violenza che portano con se.

Nei giorni scorsi nel Salento è scoppiata, per l’ennesima volta, l’emergenza rifiuti.

A Nardò la presenza della discarica, con la previsione di un suo ampliamento o comunque con l’allargamento del bacino dei comuni che dovrebbero conferire in Castellino i propri rifiuti solidi urbani, ha scatenato le polemiche e gli allarmi di sempre.

Ci verrebbe da dire che è stata la solita tempesta in un bicchier d’acqua visto che ormai non se parla più e tutti si sono ritrovati d’accordo nell’accettare l’orizzonte del 2006 come data per la prevista chiusura dell’impianto in cui, comunque, mezza provincia scarica le proprie schifezze.

Del Sindaco Vaglio, sulla questione discarica, non si ha più traccia.

Scomparso.

Ha minacciato ferro e fuoco, ha minacciato di dimettersi se la discarica non fosse stata chiusa e poi…come è solito fare ormai in tutte le occasioni importanti e decisive per la città, se ne è tornato nel suo ufficio con la coda tra le gambe.

Morale la discarica non chiude.

Ce la terremo ancora a lungo, con buona pace del sindaco Vaglio.

Il quale dimentica che lui è già stato Sindaco della Città.

E anche nel 1994 minacciò di dimettersi se per il sito di Castellino non veniva stabilito un termine per la chiusura di un impianto di smaltimento che non sarebbe mai sorto se nel 1990 la giunta di centrosinistra in cui sedevano la Manieri come Vicesindaco e Dell’Anna come assessore, non avesse dato il via all’impianto.

Vaglio si comporta oggi esattamente come la Manieri allora.

Abbaia, ma non morde.

Se nel 1990 invece di voler rimanere in Giunta a tutti i costi i socialisti e la Manieri avessero determinato la crisi della Amministrazione e chiamato la città alla protesta contro una scelta tanto grave forse Nardò non avrebbe avuto la discarica con i suoi miasmi, il suo peso inquinante, il suo impatto ambientale.

Piaccia o non piaccia questa è la verità.

Sono verità che non si cancellano.

Che non possono essere appannate da un protagonismo gridato e inconsistente che più che alla salute pubblica guarda ai propri interessi personali e di gruppo.

A quello che si immagina il proprio futuro politico lusingato dal canto di facili sirene.

E’ sconcertante che un Sindaco che ha la responsabilità del governo del secondo centro della provincia di Lecce gestisca con tanta faciloneria un problema di tanta evidenza e impatto.

Perché se la discarica è pericolosa e sia in grado di dimostrarlo in maniera inequivocabile, con dati, analisi, fatti, allora Vaglio ha il dovere non di sparacchiare cazzate ma di farla chiudere. COSTI quel che COSTI, se è un uomo!

La salute pubblica non ha prezzo.

Ci si faccia conoscere una volta per tutte quale è l’impatto inquinante della discarica.

Quali sono gli indici di inquinamento registrati nei pozzi spia che sorvegliano la falda acquifera.

Ci si dica qual è la qualità dell’aria in un raggio ragionevolmente ampio nel territorio comunale.

Si faccia conoscere a tutta la città quali sono le possibili ricadute sulla salute della comunità nel medio termine.

Si interroghi l’Agenzia Regionale per l’Ambiente su tali problemi. Si pubblichino e si informino capillarmente tutte le famiglie della verità.

Non giochi il Sindaco Vaglio, non giochino gli Assessori della giunta in carica con simili questioni.

Quella della discarica è una storia di responsabilità negate e di omissioni consolidate come quella della "bretella" stradale prevista e mai realizzata, che porta tutti i mezzi pesanti colmi di rifiuti alle porte di Nardò in prossimità di un’area congestionata dal traffico anche per la presenza di scuole e pubblici uffici.

E’ molto più lineare la posizione di Rino Dell’Anna nella coerenza di scelte discutibili ma onestamente difese e sorrette.

La verità che anche sulla discarica (scusate se diciamo poco) Vaglio e l’attuale maggioranza hanno le idee confuse e non sanno che pesci pigliare.

Giocano con l’opinione pubblica a fare i salvatori della patria, ma non sono in grado di scegliere e di decidere alcunché che possa mettere in discussione il proprio status.

Ci auguriamo che si faccia piena luce sul rischio discarica.

Che i dati che abbiamo segnalato e che comunque per nostro conto cercheremo e renderemo noti, siano più tranquillizzanti di quelli che, ufficiosamente, si conoscono.

Il Sindaco Vaglio dovrebbe ben sapere che il suo comportamento è già gravemente omissivo per non averli richiesti e per non averli fatti conoscere a tutta la cittadinanza, se per caso, invece, già ne dispone.

Non stiamo parlando di posti in Giunta.

Ma di salute pubblica.

Che ci riguarda tutti e sulla quale saremo pronti a trovare, se necessario, un giudice disposto ad ascoltarci.