I dinosauri

  SCANDALI NERITINI ovvero i Dinosauri.

 

Nardò, terra di dinosauri: è un fatto incontestabile.

Vi sono le orme visibili e sostanziose, che sono all’occhio di tutti da almeno 30 (mila), 40 (mila) anni e che non dimenticheremmo, se non ci fossero vivi e vegeti, si fa per dire, gli scheletri di questi preistorici reperti.

Il Gerontocomio, voce veramente unica a rappresentare la casa per anziani, si può intravedere all’uscita di Nardò, sulla via del mare, a sinistra. Giace inerte, costruzione dimenticata da almeno quarant’anni, vuota e certo con le attrezzature inefficienti, simbolo dello spreco dei nostri denari. Perché quest’abbandono? Perché nessuna amministrazione pubblica almeno dal 1980 in poi non ha pensato a utilizzare questa opera benefica? Tuttora con urgenza si può rimediare assegnandole un ruolo primitivo di casa per anziani, come esistono in altri centri salentini o trasformandone la destinazione, come si è proposto, a quanto sembra, a centro di riabilitazione sanitaria.

Occorre quindi muoversi e positivamente.

Vi è poi in Via Incoronata, quel castello dalle vuote occhiaie, nel quale in giorni di bufera, come da leggenda degli antichi manieri in rovina, fischia il vento evocando magie.

Si parla del progetto di quello che nelle intenzioni avrebbe dovuto essere il "nuovo" Palazzo di Città, che affonda triste in uno spiazzo sbiancato, pur esso derelitto.

Anche questo un notevole spreco di danaro pubblico: cosa farne? Abbatterlo, rifinirlo utilizzandolo al meglio, venderlo a privati ?

Per la trasparenza, passo obbligato per una amministrazione comunale che si rispetti, attendiamo chiarimenti su quelli che ormai si possono definire "Dinosauri – scandali neritini".

 

Salvatore De Vitis


Tutto passa e niente cambia

MA IL VECCHIETTO DOVE LO METTO…?

 

Il problema dell’anziano, con la sua viva attualità, ed il suo rilevante interesse sociale, apre nuove prospettive di assistenza globale non soltanto d’ordine sanitario.

Il problema gerontologico è nato quando l’uomo ha cominciato a manifestare la capacità di programmare e di organizzare la propria vita, affermando e definendo un particolare tipo di socialità, che nel rispetto del benessere comune, aveva come fine il benessere individuale.

L’aumento del numero dei soggetti anziani è dovuto infatti alla soluzione di determinati problemi medici, ed alla acquisizione da parte della collettività di una norma di vita caratterizzata dal rispetto dei diritti del singolo.

Questa impostazione ha comportato la realizzazione di istituzioni e di forme di vita associativa che hanno avuto come effetto la protezione dell’individuo.

Il risultato diretto di questo tipo di organizzazione sociale è rappresentato dall’aumento dell’età media della popolazione e dall’aumento progressivo del numero degli anziani, ai quali vanno riconosciuti gli stessi diritti spettanti agli altri cittadini.

Sa questi validi presupposti è partita la lodevole iniziativa del Presidente del Consiglio Regionale della Puglia, prof.Luigi Tarricone, di dotare Nardò di un gerontocomio che sia veramente degno di questo nome e che speriamo non diventi il solito ospizio ghetto per anziani poveri, abbandonati dai parenti.

Se da un lato infatti l’opera architettonica procede, non ci sembra che da parte di chi dovrebbe occuparsi della gestione si stia facendo qualcosa. In uno degli ultimi Consigli Comunali si è constatata una confusione totale e preoccupante sul tipo di gestione del gerontocomio; tanto da far rinviare , su proposta del Gruppo Consiliare Socialista, una delibera sull’attrezzatura sanitaria, portata dinanzi al Consiglio Comunale dalla Giunta DC, frettolosamente e senza adeguata preparazione in Commissione.

Noi siamo dell’avviso che per un’opera destinata a risolvere un problema così importante per la nostra Città, vi debba essere una convergenza di interessi e una collaborazione di più studiosi, esperti nei vari campi di indagine. Perciò suggeriamo per la migliore realizzazione dell’opera, un lavoro di équipe inteso come lavoro di gruppo di persone esperte, capace di affrontare il problema della gestione in ogni aspetto ed in ogni conseguenza, con la possibilità di portare a conoscenza dei cittadini e degli organi responsabili i risultati relativi ad un campo di così vasta portata.

In considerazione infatti della irreversibile marcia verso il costante incremento della popolazione senile, la collettività deve affrontare tale fatto tendendo verso la sua soluzione globale, attraverso una oculata scelta di interventi.

Il problema di fondo è indubbiamente di natura sociologica e va affrontato proprio in termini sociologici, se si vuole pervenire ad un risultato con dimensioni umane, le quali mantengano l’anziano integrato pienamente nel contesto sociale in cui vive.

Poiché gli anziani, nella società moderna, non desiderano sopravvivere, ma semplicemente vivere.

di Angelo MARRA

(La Voce di Nardò, n.0, marzo 1979)