La Voce di Nardò 31 dicembre 2004

  Editoriale in un triste fine Anno

Avremmo voluto iniziare questo "editoriale" in condizioni diverse. E invece le immagini che riempiono di angoscia i nostri occhi e i nostri cuori scorrono continue  sugli schermi delle stesse televisioni che tra poche ore ci parleranno di feste e allegria e benessere opulento.

Senza falsa retorica potremmo pensare di tenerli spenti e di trascorrere la notte dell'ultimo dell'anno affidandoci piuttosto alla magia della parola, della conversazione, della riflessione.

La "gara" della solidarietà è ormai scattata nel segno della sobrietà e della umana comprensione e partecipazione alla sofferenza dei tanti,  tantissimi travolti dalla violenza della natura che ogni tanto ci ricorda in maniera inesorabile la fragilità della condizione umana. Una condizione che per tanta parte del Sud del mondo significa esclusione e marginalità.

Abbiamo voluto dedicare la nostra home page a un messaggio di solidarietà in favore di Medici senza Frontiere, una organizzazione impegnata sul campo della tragedia. Ma è solo una indicazione tra le tante possibili. Si può e si deve sostenere l'impegno della Caritas Italiana, della Croce Rossa, dell'Unicef, dell'ONU.

Ognuno faccia quello che può. Dia il segno del proprio contributo in maniera tangibile e simbolica.

Ci saremmo aspettati che anche in questo nostro paese l'Amministrazione Comunale desse un segno concreto facendo così come tanti altri comuni hanno voluto fare, dalla Milano bianca di Albertini alla rossa Bologna di Cofferati, annullando le festività di fine d'anno e destinando spese e gettoni alla raccolta fondi.

E, invece, abbiamo una società politica che si bea e si crogiola nella celebrazione di improbabili Inni ad un tempo passato che non guarda ad una città il cui presente nega e frustra senza fiducia ogni futuro possibile.

E un Sindaco che non è stato capace neanche di pensare di cambiare il suo saluto di fine anno sul web del Comune, di lanciare un appello alla cittadinanza, di esprimere sentimenti di sensibilità e umanità intorno a un dramma epocale.

Questo è quello che ci meritiamo in questa città di cui comunque, in breve, in questo fine d'anno dobbiamo pur parlare.

Di cui vogliamo parlare. Di cui continueremo a parlare nei prossimi giorni, nelle prossime settimane.

Abbiamo detto del "messaggio" del Sindaco pubblicato sul sito web del Comune.

Con un addetto stampa, un portavoce, un esperto di comunicazione, pagati fior di quattrini c'era da aspettarsi qualche cosa di meglio.

E invece  ipocrisia e bugie.

Vi consigliamo di leggerlo.Torneremo sugli argomenti presi a pretesto da Vaglio per il suo saluto alla città.

Poco più di un anno fa abbiamo scritto una nota che si chiamava la Città di Stefano. Ve la riproponiamo in un link da cui potrete leggerla alla fine di questa nota.

E' indecoroso il modo in cui il Sindaco parla della "crisi" risolta a furor di incarichi e di manuale Cencelli, senza un progetto e senza nessuna garanzia e certezza amministrativa e politica per la Città.

Vaglio parla di Portoselvaggio ma fosse stato per lui sarebbe stato tutt'altra cosa di quello che sarà e come invece  prevedeva il disegno di legge dell'assessore Saccomanno al quale aveva dato entusiastica adesione, recandosi financo a Bari in compagnia di esponenti del centrodestra.

Parla di infanzia e di bambini ma in tre anni non c'è stata traccia di iniziative in favore dell'infanzia. Basti pensare al verde pubblico e alle mamme costrette a spingere le carrozzine per le vie del centro su marciapiedi spesso inesistenti, tra i fumi di scarico inquinante delle auto.

Parla di terza età e anche qui siamo all'anno zero e nessun progetto esiste per la casa degli anziani.

Parla del teatro comunale e dimentica che proprio lui Sindaco nel 1995 rifiuto una proposta di un noto e solido gruppo teatrale di avere in gestione il Teatro con l'impegno a ristrutturarlo e comunque di attivare le procedure per una gara ad evidenza pubblica per la sua gestione. Non ne fece nulla e quella compagnia prese altra strada diventando un punto di riferimento della cultura teatrale regionale e nazionale, ma altrove.Vaglio ha la memoria corta. Molto corta. E Nardò ne paga le conseguenze.

Poi ci sono le cose di cui non parla. A incominciare dalla discarica. Che inquina. E lo abbiamo dimostrato. E aspettiamo ancora che il Sindaco ci dia una risposta. E la dia a tutti quei cittadini cui ha fatto credere di essere pronto a dimettersi in caso di mancata chiusura di Castellino.

E non c'è nessuno che creda che possa davvero chiudere nel 2006. Non ci sono nè i tempi, ne le condizioni per farlo attivando l'impianto che dovrebbe regolare lo smaltimento dei rifiuti in un'altra area.

E continuano a non esserci garanzie sul fatto che l'impatto inquinante della discarica non si riverberi nel prossimo futuro.

Nei prossimi giorni saremo noi a chiedere, come cittadini, elettori e contribuenti di questa Città, al Prefetto di fare chiarezza sui dati dell'ARPA.

Parole vuote in un messaggio privo di significato etico e politico.

Che porta la firma del Sindaco ma è sottoscritto, di fatto, da una maggioranza ormai talmente composita da essere indefinibile.

E con Rifondazione Comunista che aspetta probabilmente dietro l'uscio che le venga lanciato un osso per far la pace ed essere in riga e allineata alle prossime scadenze elettorali.

Mancano poche ore alla mezzanotte e ci auguriamo che il 2005 sia un buon anno.

Ci ritroveremo ancora nell'anno nuovo a parlare a discutere a dialogare. Per dare il nostro contributo perchè il futuro di questa città sia migliore.

Un grazie a chi ha collaborato con noi in questi mesi.

Un augurio di cuore a chi ci vuole bene. E sono in tanti!

Un augurio di cuore alle persone cui vogliamo bene. E sono tante!

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