LaVocediNardò

dicembre2004

 

 

Editoriale

di

 

 

Luciano Tarricone

A Natale mancano ormai pochi giorni.

Quando questo numero de LaVoce sarà in edicola mancheranno poco meno di due settimane.

Le strade già si colorano delle luminarie e si parla spesso dei regali che si faranno, sempre più frequentemente però di quelli che si vorrebbe, ma non è possibile fare.

Perché comunque la crisi esiste e, Berlusconi o Prodi che sia, alla fine del mese bisogna arrivare e pagare le bollette, le rate del mutuo, la retta scolastica, le cure mediche.

Sarebbe bello abbandonarsi ai sogni ad occhi aperti di un futuro migliore, di una prospettiva diversa con più certezze e un pizzico di speranza in più nella possibilità di cambiare, di invertire, come suol dirsi, la rotta.

Che rischia di portarci sull’orlo del precipizio.

E il manovratore cieco sta tanto a Roma che a Nardò, a Palazzo di Città.

Per farci dimenticare le porcherie delle scorse settimane la Giunta Comunale ha deciso di riempirci gli occhi e la pancia di pettole, musiche, canti a balli.

Festa, farina e forca nella più pura tradizione borbonica.

Si gettano gli ossi in pasto alla folla sperando che la pancia piena addormenti la coscienza e lo sdegno che monta per il malgoverno di questi anni.

Potrebbe sembrare, la nostra, retorica e demagogia, Ma, purtroppo, è la pura verità.

Marchiata a fuoco dallo scandalo rinnovato dello staff del sindaco che ha nominato suoi consulenti persone che sino al giorno prima vomitavano fiele e cacavano critiche nei confronti della Giunta e che qualcuno ha definito i "migliori".

Come è noto il sindaco con cipiglio decisionista, a circa tre anni dall'insediamento di questa maggioranza, ha nominato il suo "staff".

Nonostante le forti proteste che si sono levate contro tale scelta, politica e amministrativa.

I suoi uomini di fiducia sono un ex burocrate, segretario di un ex partito della sinistra lottizzata, due avvocati, Giuseppe Cozza e Fernando Bianco, un comunicatore, Marco Marinaci, a mezzo servizio con l’On Dell’Anna, e un direttore di banca, Gregorio Marsiglia.

E sin qui è storia di ordinaria indecenza e insipienza amministrativa di un Sindaco e di una Giunta poco capaci.

Come abbiamo già scritto, comunque, non ci si finisce mai di stupire.

E così dopo le incontrollate dichiarazioni del Sindaco su "avvoltoi" e sciacalli, di cui, pare, renderà conto in Tribunale, sono arrivate altre, non meno incontrollate, esternazioni di tal Gianni Pellegrino, il quale quasi, ormai, capogruppo di se stesso, ha perso un’occasione d’oro per stare zitto e per non offendere una moltitudine di bravi professionisti, capaci, onesti, preparati, ricchi d’esperienza, in molti casi certo di più dei delfini del Sindaco.

«I membri dello staff – ha dichiarato il Pellegrino, capogruppo della Margherita, alla GdM - sono il meglio che offre la città, sono tutti professionisti di grido e certamente daranno impulso e direttive per lo sviluppo economico e sociale - dice - e per questo è giusto che vengano ben pagati e retribuiti perchè lavoreranno sicuramente a tempo pieno per la collettività, come già sta facendo Gino Andriani». «E' chiaro - aggiunge l'esponente della Margherita - che il loro apporto non sarà ridotto alla telefonata periodica o al progettino tirato già nel tempo libero o la domenica». «Se così non dovesse essere - conclude il capogruppo Gianni Pellegrino - sarebbe più opportuno prevedere, piuttosto, un gettone di presenza più che un vero e proprio stipendio».

Sorvolando per pietà di patria sul fatto che a Palazzo di città ognuno da del ruolo dello staff del sindaco l’interpretazione che meglio gli aggrada,vale constatare che tra i migliori c’è n’è uno Marco Marinaci che nel giro di due mesi ha fatto una piroetta ideologica e professionale di 360 gradi, come testimoniano, non le nostre parole, ma i suoi scritti, in cui descrive il Sindaco di questa Città come un imbelle pressappochista al cui servizio, comunque, oggi si pone; un altro, Marsiglia, che bei gesti a parte, ha tradito il suo patto con gli elettori rinunciando a sedere tra i banchi del Consiglio per incompatibilità professionali che stranamente non sussistono più nel caso di un incarico che, se svolto, seriamente, come si converrebbe, richiederebbe quasi un impegno a tempo pieno.

Sarebbe poi interessante conoscere i curriculum professionali, le specializzazioni, le esperienze di alta professionalità gestionale fatte e maturate da questi "optimi viri" e questo sarebbe il minimo che dovrebbe essere fatto per motivare scelte che impattano sull’organizzazione "aziendale" del Comune.

Il sig.Pellegrino ha un’idea molto familisticamente amorale di come si governa un comune.

Quanto al fatto che i cinque "delfini" siano il meglio che questa città esprime in fatto di professionalità e capacità ci permetta di nutrire più di un dubbio su ciò perché se così fosse staremmo davvero messi male.

Ma per fortuna non è così.

Quella di Vaglio e della sua amministrazione è solo una squallida manovra orientata dalla regola che tutti hanno un prezzo cui essere "comprati".

Un po’ quello che in un’altra dimensione ha cercato di fare maldestramente il sig.Andriani, ex DS, ora sul libro paga del Comune, quando ha proposto a Rifondazione Comunista di riavviare il patto di consultazione stretto in campagna elettorale a condizione di tapparsi la bocca e rinunciare ad ogni critica all’attività amministrativa della Giunta Vaglio.

Di fronte alle proteste di RC Andriani naturalmente ha smentito se stesso e gridato al fraintendimento.

E così, dopo la campagna acquisti che ha portato Piero Pantera nella maggioranza al prezzo di una delega allo spettacolo, la corruzione dei costuni democratici attenta ora addirittura non più ai singoli, ma ai Partiti, alle forze politiche sociali, tentate dalle lusinghe di incarichi e poltrone.

Cose mai viste prima e cosa incredibile nell’era di un centrosinistra che doveva ridare moralità alla città dopo la Bisanzio di Dell’Anna.

Se un risultato Vaglio ha raggiuno in questi quasi tre anni di andato è stato quello di far crescere a dismisura quanti rimpiangono Dell’Anna, apprezzandone a posteriori le capacità politiche e gestionali.

Non è una nostra opinione, ma un dato concretamente palpabile nella città. Un’opinione largamente condivisa da moltissimi a sinistra che faticano sempre più ad accettare l’andazzo imperante a palazzo di Città.

Se Vaglio avesse una spina dorsale, come gli ha consigliato il suo consigliere Marinaci, si farebbe da parte, per il bene della Città.

E’ il sindaco che cumulando i due mandati ricevuti ha governato più a lungo di chiunque altro Sindaco la città. O almeno ne ha avuto la possibilità e non lo ha fatto.

Valga per tutto la questione della discarica.

Può dire di averla ricevuta in eredità, ma non ha fatto mai nulla, davvero, per chiuderla e per tenerla sotto controllo.

E in più ha mentito alla città. O meglio ha giocato con l’emotività della gente, con le paure per i rischi, potenziali e reali, per accreditarsi come paladino della gente contro i poteri forti di cui in realtà è complice per l’inerzia delle sue azioni tutorie.

In altra parte del giornale diciamo della discarica di Castellino.

Di questo mostro giuridico e gestionale intorno al quale non è mai esistita e non esiste uan rete strutturata di controlli che ne monitorizzi con continuità la gestione, le emissioni, le dinamiche geologiche. Etc.etc.etc.

Non esiste nessun sistema di controllo e il Comune stesso mai ne ha attivato uno pur essendo nelle condizioni di farlo, con finanziamenti disponibili.

E, paradossalmente, in questa responsabilità, per quanto riguarda questa parte di governo del centrosinistra la responsabilità è di un mancato sindaco, quell’ex assessore all’ambiente, oggi ai lavori pubblici, ing.Papadia, già candidato del centrosinistra contro Dell’Anna.

Qui non stiamo più parlando di staff e di clientes. Ma di ambiente. E di salute pubblica. Che le mancate scelte dell’amministrazione comunale possono aver compromesso.

In maniera irreparabile.

Forse Vaglio farebbe bene davvero a mettersi da parte. Per il bene di tutti!