LaVocediNardò

dicembre2004

 

Erminio D'Elia e la Gioventù Granata

Il calcio nel sangue

...passano gli anni e venti son lunghi...però quel ragazzo ne ha fatta di strada...

 

"Passano gli anni, e venti son lunghi…però quel ragazzo ne ha fatta di strada…"

Potremmo incominciare così, giocando con le parole del ragazzo della via Gluck, la storia della passione calcistica di Erminio D’Elia.

Uno, per continuare nella carrellata di sport avviata da LaVoce, di quelli che…il pallone ce l’ha nel sangue, con i globuli rossi e bianchi che corrono sulle fasce laterali e spingono gli schemi al limite del collasso delle coronarie.

E la storia di Erminio, dei suoi tornei "giovanissimi" realizzati su campi polverosi e poi ancora delle tante esperienze con il cuore granata, è diventata anche un libro con tante foto e tante voci a ricordare quella che, con la sua, è stata ed è anche la storia di tanti.

Un libro che è diventata l’occasione per una grande festa del calcio.

Del pallone. Di quello giocato, di quello raccontato, di quello scritto e parlato e gridato nei circoli, nei bar, a casa, allo stadio.

Una grande festa per un grande sodalizio, dove, a giudicare dal l’albo dei soci, è passata quasi tutta la città, E non poteva essere altrimenti. Perché il club è stato il primo gruppo organizzato del popolo granata, ma soprattutto perché a fondano, a presiederlo e a dargli un’anima, la sua, è stato Erminio D'Elia. Poco più che un’istituzione del calcio neretino.

Giocatore di buon livello a Nardò e altrove, D’Elia è stato per anni protagonista di stagioni memorabili alla guida dei giovani della Berretti. Con la prima squadra, resta alla storia la salvezza raggiunta nel campionato Interregionale del 1982/83. Tre allenatori si erano succeduti, quell’anno, senza successo sulla panchina granata,ma ci voleva il carisma di un leader sanguigno per far cambiare marcia ad un gruppo apatico e deluso. Oggi, dopo una vita passata sui campi di calcio, Erminio presiede la sezione provinciale dell’Assoallenatori. E si dedica al club. Il suo club.

"Siamo partiti – dice D’Elia - nel marzo del 1984. Approfittando dell’amore infinito per il Nardò, per la gloriosa squadra di calcio della nostra città, costruimmo questo sodalizio, che di fatto è stato il primo gruppo organizzato della tifoseria, e nello stesso tempo uno strumento per lo sport e per la cultura sportiva e, naturalmente, semplice occasione di svago. Il nostro sodalizio è nato come supporto per il Nardò - spiega - ma non si è mai limitato solo a questo. Abbiamo fondato una scuola calcio, abbi amo disputato campionati nelle categorie inferiori e, per qualche tempo, abbiamo anche avuto una squadra femminile. Ma, alla fine, abbiamo deciso di chiudere questo settore della nostra attività a causa della mancanza di adeguati impiantì sportivi in città, che ci obbligava a cercare sempre ospitalità fuori. A parte questo, la vita del club è andata avanti".

E ha ritrovato intorno a se in occasione della presentazione del libro e della festa dei vent’anni dalla Gioventù Granata tante "glorie neretine" della pedata. Vecchie e nuove. Campioni degli anni Sessanta Taiano, Cappellaccio, Povìa, Lombardi e Corsi a Monaco e Levanto. ed ex allenatori come Russo, Renna, Orlando e Boccolini, arrivato per l’occasione da Macerata. E poi i ""campioni di oggi" E graditi illustri ospiti come Zdenek Zeman, Pantaleo Corvino e Mario Zanotti, che hanno regalato al club un pallone autografato da tutta la rosa del Lecce e hanno ricevuto, a loro volta, la tessera di soci onorari.

Il libro non è solo, come pure si potrebbe pensare, un almanacco dell’ultimo ventennio, che documenta le alterne vicende della squadra locale. E’ un diario tutto da sfogliare dove si possono scoprire storie e personaggi: la sede staccata di Corso Sempione, a Milano, dove "San Gregorio e la Madunina parlano di calcio", i tormenti di Tommaso Piccione, "tifoso in esilio" in Sicilia, i misteri legati all’identità del Toribo, mascotte del club, e ancora l’infermiere di fede granata che, nel fine settimana, indossa la casacca di arbi ho e si trasforma nel "Collina del Polesine". Poi, le testimonianze di chi ha vestito la maglia del Nardò in gioventù e ora occupa posizioni autorevoli in città. Primo fra tutti, il sindaco Antonio Vaglio, ex validissimo portiere.

Il volume è stato realizzato anche grazie al contributo della tipografia "Biesse" di Nardò che ha curato l’impaginazione e la stampa del volume. Oltre alla prima parte, che è dedicata al Club, alla vita associativa, ai ricordi, alle attività svolte, ai voi soci insomma, c’è una seconda parte che, dice Erminio D’Elia, con un pizzico d’orgoglio, è un autentico capolavoro, perché siamo riusciti a costruire in cifre la storia del Nardò, con la minuziosa documentazione di tutti i campionati disputati dal 1958 ad oggi. Un testo dal valore storico e statistico che si associa alle emozioni, alla nostalgia, ai sentimenti, insomma, della prima parte. È un regalo, vero e proprio, a tutti i tifosi granata. Ad un certo punto ho pensato che l’infinito archivio storico del nostro Club non dovesse restare tre le mura della sede di Via Bonifacio, sarebbe stato un peccato, quindi meglio metterlo a vostra disposizione, sebbene questo ci sia costata tanta fatica, Ed è stato un lavoro condiviso, il volume, infatti, nasce grazie alla collaborazione di tantissime persone, ognuna in grado di fornire il proprio contributo, di qualsiasi tipo, dallo scritto alle foto, dai ritagli di giornale alle notizie storiche che in qualche caso non avevamo, fino al semplice suggerimento. Non faccio i nomi per non fare un torto a nessuno, ma vi assicuro che al volume hanno collaborato in tanti ed io li ringrazio tutti."

Quelli che il calcio dunque…