E Vaglio mette in minoranza anche Siciliano

 

A qualcuno quello che sta accadendo in questi giorni  potrà anche sembrare paradossale, ma in realtà non lo è poi più di tanto.

Così l'emarginazione di Cosimo Natalizio da parte di Vaglio è l'ennesimo atto di un delirio di onnipotenza che ormai ha invaso il primo cittadino, coltivato e alimentato dalle promesse di spazi e candidature elettorali di prestigio, alle prossime scadenze (regionali o politiche) che gli provengono tanto dalla Manieri che dai DS.

A farne le spese è stato oggi Natalizio, ma l'altro ieri, nelle passate elezioni amministrative per il rinnovo del Consiglio provinciale a lasciarne le penne è stato Giovanni Siciliano, lasciato alla deriva dal suo sindaco, improvvisato sostenitore di Marcello Risi.

Sono cose note e rinote.

Le vicende di questi giorni fugano ogni dubbio sul trasformismo di Antonio Vaglio. E di alcuni personaggi di un opera da meno di tre soldi.

Esce Natalizio, arriva Russo. Nei giorni scorsi l'ex rappresentante della Libra aveva sparato a zero contro la Giunta.

Ma è bastato un incarico per mettere a tacere ogni coscienza!.

Più di qualcuno si chiede come mai Siciliano accetti, senza colpo ferire, di essere così platealmente umiliato.

Come mai permetta che i suoi uomini siano così pubblicamente mortificati.

Poichè non è pensabile che sia ricattabile nel suo status di dipendente comunale, ci sarebbe da augurarsi uno scatto di dignità, se gliene rimane, contro tanta impudicizia.

 

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