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Cultura a peso...di Euro |
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100 Euro per un posto sotto i riflettori Sarà il Teatro Comunale a portare la "primavera" nell’inverno che avvolge la "cultura" a Nardò trainando il "risorgimento" del centro storico ? Credo che ci sia molta retorica e tanta ipocrisia nei discorsi che in questi giorni si fanno intorno alla riapertura del Teatro Comunale dopo che quindici anni di inerzia e di assenza della Amministrazione Comunale lo hanno sottratto al circuito delle idee, dei fatti, degli eventi in una provincia che è andata, in alcune realtà con grande originalità e coraggio. Per capire il centro Storico di Nardò bisogna viverlo avendo voglia e interesse di rileggere alcune pagine scritte quasi trent’anni fa da Pantaleo Ingusci. Non può essere una città museo. Non può essere una città nella città. E la cultura a Nardò non può ripiegarsi nelle illusioni romantiche delle virtù taumaturgiche del Maestro che ridà la luce ai ciechi. Basti guardare allo stato del Chiostro dei Carmelitani, proprio in faccia al Teatro. E più in là allo stato del Chiostro di S.Antonio. E la Piazza Salandra offre altri spunti per pensare a quante occasioni perdute esistano nella città vecchia e come sia necessario un Piano complessivo per tutta Nardò, che dia ai cittadini giardini e case della cultura. L’unico risultato che la riapertura del Teatro Comunale e dell’insipienza degli amministratori sembra aver prodotto già ad oggi, prima della prima, è che alcuni importanti operatori dell’economia cultura stanno fuggendo per sottrarsi al’umiliazione del mercato delle indulgenze che intorno al Teatro si sta aprendo. Il Comunicato stampa che qui sotto riportiamo è significativo degli effetti di una politica dell'apparenza e della poca trasparenza che contraddistingue la Giunta Vaglio. La cultura a peso di euro. E i circa duecento posti del Comunale ad appannaggio di chi può permettersi di pagare 100 euro. Che, se in compagnia, diventano 200 o 300. Un quarto o un terzo dello stipendio medio di chi ha la fortuna di avere un lavoro. Il costo del biglietto viene motivato con la volontà di raccogliere denari da devolvere in beneficenza. Pura ipocrisia perchè vorremmo sapere quanti euro sono stati stanziati in quattro anni in favore di associazioni di volontariato e quali progetti sono stati sostenuti in favore di Ong. Queste cose dovrebbero forse chiederle Franco Battiato ae la sig.ra Fracci agli amministratori del Comune di Nardò che percepiscono, tra l'altro, fior di indennità che nessuno ha inteso mai siano state devolute in opere pie. E allora il sipario del teatro Comunale il giorno dell'apertura sarà un gigantesco biglietto da 100 euro a ricordare che anche la cultura ha un prezzo. Che non tutti possono pagare.
Comunicato stampa
Alla
luce di quanto emerso in questi giorni sulla stampa locale, ci pare più
che mai opportuno intervenire nella discussione già avviata, sul futuro
del Teatro Comunale di Nardò. E’ doveroso, a questo punto, informare
l’opinione pubblica che il nostro gruppo societario già dal lontano
dicembre del 2004 ha presentato un dettagliato progetto sulla possibile
gestione dei servizi del Teatro Comunale e sul quale in 14 mesi, oramai trascorsi, mai nessun amministratore
ha voluto ufficialmente esprimersi. Il balletto di informazioni a cui abbiamo assistito in questi giorni; le continue dichiarazioni; le smentite; le proposte e le risposte sul futuro del nostro Teatro, riteniamo siano state fino ad ora sufficientemente dannose a qualsiasi ipotesi di gestione futura dello stesso. Ci pare sia emersa una incapacità di fondo, da parte di qualche amministratore, nel gestire in maniera efficace gli intendimenti della stessa Amministrazione, attraverso la carenza di una corretta informazione, di un coordinamento tra settori della pubblica amministrazione e realtà socio culturali presenti nella città, o se vogliamo con l’assenza di rapporti col mondo imprenditoriale, che pure aveva dimostrato capacità e professionalità nel settore, e che di fatto aveva anticipato, col progetto presentato dal gruppo ADR, di ben 14 mesi una discussione che ancora non si sa quanto dovrà durare. NESSUNA RISPOSTA UFFICIALE quindi alla nostra richiesta, solo qualche sporadico tentativo di coinvolgimento in una discussione che purtroppo però ha mantenuto sempre i caratteri di una conversazione privata, anche quando di fatto non lo era, e che invece nella concretezza dei fatti ha finito col mortificare il nostro onesto lavoro. Vorremmo inoltre manifestare il nostro totale disappunto sulla inaugurazione del Teatro per come questa iniziativa è stata partorita. Riteniamo ingiusto pensare che un simile evento, dopo anni bui per la nostra cultura, debba ridursi ad una giornata di spettacolo limitando l’ingresso ai pochi eletti (decisi da chi ancora non si sa) al costo stratosferico di 100,00 euro. Vorremmo a tal proposito ricordare l’inaugurazione del Teatro Paisiello di Lecce di qualche anno fa, che per analoghe circostanze terminò con il lancio di uova marce sui pochi spettatori scelti. Forse ci si dimentica la funzione vera del teatro o forse chi ha proposto questa soluzione conosce poco le dinamiche di un’organizzazione così complessa. Sarebbe stato certamente più decoroso pensare a dieci giorni di repliche con una importante compagnia di prosa che avrebbe garantito l’accesso a 2.500 persone piuttosto che 250 e che con un biglietto compreso tra i 10,00 e i 15,00 euro avrebbe certamente contribuito ad ammortizzare la spesa. Probabilmente il Comune avrebbe speso molto meno e lo spettacolo sarebbe stato uguale per tutti. Senza privilegi per alcuno. Ci auguriamo che a questa nostra critica non venga in mente a qualcuno di rispondere che gli amministratori non assisteranno se non pagando i 100,00 euro, perché evidentemente non si coglie l’essenza del problema. Vale a dire che noi riteniamo ingiusto far pagare 100,00 euro ai cittadini, o se vogliamo a quei pochi che potranno permetterselo. A questo punto però sentiamo il dovere di fare un passo indietro, nonostante la piena convinzione di aver proposto un progetto con solide basi programmatiche. Se si deciderà di non affidare a noi la struttura, ci auguriamo se non altro di poterci trovare di fronte ad un progetto migliore del nostro, non avremmo difficoltà ad accettarlo. Se però così non fosse l’Amministrazione Comunale dovrà spiegare ai cittadini il perché. Spettacoli ADR S.r.l. Attilio De Razza A.D.R. s.a.s Diego De Razza
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