Cara Voce....

ci scrive il viceSindaco

Cari amici il Palazzo si è svegliato. E ha battuto un colpo. Diciamo la verità che ci saremmo aspettato qualcosa di più. E di meglio.

Di seguito vi proponiamo la mail che il sig.Risi, vicesindaco di Nardò, ci ha inviato.

Direte voi, giudicherete voi, sul contenuto della sua nota breve.

A noi è dovuta non una replica, che non ce n'è sostanza per l'inconcludenza della stessa, quanto un commento breve.

Ci si sarebbe aspettato che ci annunciasse di aver reso disponibile on line, sul sito del Comune, tutta la relazione di cui abbiamo reso solo alcuni frammenti, peraltro non i più "pesanti" in termini di contenuti e di problematicità delle argomentazioni proposte dallo studio dell'Università di Lecce, e invece ci propone una serie di luoghi comuni di un qualunquismo di sinistra cui non crede più nessuno.

Per ragioni anagrafiche il sig.Risi è certamente giovane. Ma il suo dire e il suo fare sono, ci dispiace per lui vecchi e stantii e logorati da un uso che gli hanno fatto smarrire ogni senso ed efficacia. E appartengono alla più bieca tradizione della maldicenza stalinista cui Risi appartiene significativamente.

Invece di rispondere con argomenti ribatte con slogan autoincensanti.

Nessuno ha pensato di fare alcuno scoop. Abbiamo svolto e ancor più faremo nei prossimi giorni un opera di informazione e di trasparenza mettendo a disposizione di chi ci segue materiali che, piaccia o non piaccia a Risi, sono nei cassetti del Palazzo e di cui sono state fornite ad uso di qualche giornale compiacente pillole e stralci delle parti tutto sommato meno interessanti della relazione.

Verrebbe da pensare che lo stesso vicesindaco non la conosca.

Ed è preoccupante che glissi banalmente sulla "disordinata antropizzazione della nostra fascia costiera." lasciandosi andare ad una ancor più banale " Sappiamo tutti che si tratta di un’attività dissennata che ha provocato gravi danni all’ambiente ed alla quale è difficile porre rimedio".

Preoccupante e grave.

E senza speranza in quel "futuro migliore" di cui si riempe la bocca senza sapere di che parla e pensando probabilmente al futuro di quegli interessi cementizi di cui già in passato ha preso le difese non opponendosi allo scempio di cui uno degli alfieri era l'assessore Papadia che dall'Urbanistica (sarà un caso?) è passato ai lavori pubblici.

A Risi è sicuramente sfuggito un passaggio di uno dei frammenti da noi pubblicati e che gli consigliamo di rileggere. Dice la prof.Trono "L'intervento antropico condotto all'insegna della speculazione ha prodotto e continua a produrre una dissennata distruzione dell'ambiente naturale. Il diffondersi delle seconde case per fasce parallele alla costa ha accentuato il processo di trasformazione del paesaggio, dando l'avvio ad una lottizzazione "selvaggia", avviando una vera e propria opera di "rapina, che le amministrazioni comunali non sono state in grado di controllare, e alla quale ancora oggi non si vuole porre termine...."

La Trono non parla di ieri, parla di oggi. Parla di questa Amministrazione che non ha fatto chiudere la discarica, che voleva far realizzare un porto a Serracicora, che stava per svendere il Parco di Portoselvaggio, che sta svendendo un altro pezzo di territorio con un parco eolico di cui non si sente nessuna necessità. Se vuole possiamo continuare.

Essere giovani e nuovi e diversi significa anche avere il coraggio di rompere con le incrostazioni reale di una politica che è sempre la stessa e alla quale i DS hanno offerto una stampella e un sostegno che ha ridato fiato ad alcuni degli ambienti più beceri della politica neritina.

Vorrà giudicare anche questo un attacco personale.

Faccia pure.

Narciso a furia di guardarsi nello stagno affogo.

Quello in cui Risi con autocompiacimento si specchia non è uno stagno è una palude!

 

PS. questa nota sarà messa on line e inviata alla mailing list de La Voce


Cara La Voce di Nardò,

scrivo con riferimento alla nota sui porti turistici e sullo Studio Ambientale effettuato dall'Università di Lecce per conto del Comune di Nardò. Mi dispiace ridimensionare lo scoop, ma la relazione è pubblica, indipendentemente da quello che pensano gli amici della Voce. I tempi sono cambiati rispetto a quelli di prima.

Tutte le carte che passano per questo Comune sono a disposizione dei cittadini, comprese, naturalmente, le relazioni di studio. Del resto non siamo interessati, per fortuna, da segreti militari. Non sono uno scoop, per la verità, neppure i passaggi della relazione, diffusi attraverso la mail del 20.10.04, sulla disordinata antropizzazione della nostra fascia costiera. Sappiamo tutti che si tratta di un’attività dissennata che ha provocato gravi danni all’ambiente ed alla quale è difficile porre rimedio.

Appartengo ad una generazione che può permettersi di guardare al futuro senza le tare di un passato non condiviso e con l’entusiasmo di chi pensa che la nostra Città può avere quel futuro migliore che merita.

La polemica fine a se stessa, basata su scoop fantomatici, mi ricorda, però, la politica che vorrei cambiare: quella degli attacchi personali, delle logiche di potere, delle polemiche senza respiro e senza progetto.

Sono convinto che questo i cittadini proprio non lo vogliono, anche perché appartiene ad un modo di intendere la politica del quale conoscono bene i terribili effetti.

Fidando nella trasparenza della Voce di Nardò, sono certo che la presente mail sarà inviata a tutti gli altri destinatari della nota sui porti turistici.

Con i migliori saluti

Marcello Risi

Vicesindaco di Nardò

 

----- Original Message -----
From:
To:
Sent: Wednesday, October 20, 2004 11:32 PM
Subject: Un altro imbroglio che vogliamo svelarvi

Cari amici,
nei giorni scorsi vi abbiamo inviato numerose mail con notizie, vignette, informazioni varie.
Avrete senz'altro letto e sentito parlare ancora una volta di ipotesi di porti turistici lungo la costa jonica di Nardò.
Una insensata, irragionevole e fuorviante campagna di stampa, superficiale nella migliore delle ipotesi, pilotata e compiacente nei confronti di poteri forti e interessi corposi, nella peggiore, sta cercando di convincere l'opinione pubblica che l'Università di Lecce nell'indicare tre possibili siti in cui con minore impatto allocare un porto turistico, abbia legittimato a priori tale scelta.
Cosa non vera, anzi tuttaffatto falsa.
Un amministrazione comunale seria e trasparente avrebbe subito fatto conoscere i risultati di tale studio piuttosto che pensare a una cerimonia in pompa magna per cercare onori che non le competono e che non merita non fosse altro per il fatto che quello studio è il frutto e il risultato, comunque, dell'impegno delle lotte delle associazioni ambientaliste.
E invece la relazione è rimasta chiusa nei cassetti del Palazzo e si è lasciato trapelare solo quello che interessava far sapere per soddisfare e compiacere i propri grandi elettori.
Ma lo studio dell'Università dice tuttaltro di quello che cercano di far credere Vaglio e compagni.
E c'è da sperare che la sen.Manieri, assessore alla programmazione territoriale della provincia di Lecce sappia leggere, sappia voler leggere quello che con chiarezza è scritto.
Nei prossimi giorni faremo quello che il Comune non ha fatto.
Quello che il vicesindaco Risi, assessore alla comunicazione e alla trasparenza non ha saputo assicurare.
Faremo conoscere il testo della relazione che è un lucido atto d'accusa contro chi ha fatto crescere in maniera distorta questo paese.
Si scrivono molte cose tra cui per esempio:
 
",,,,,La città di Nardò (come tanti altri centri salentini e meridionali) è cresciuta senza un progetto. Il decentramento insediativo sul territorio prima, e la diffusione nella campagna poi, sono stati tentativi di programmare l'assetto del territorio legandolo in qualche misura alla programmazione economica, in un rifiuto più o meno esplicito dei piano regolatore generale. Nel passaggio tra la redazione ed approvazione dei piani regolatori e loro attuazione nella realtà, i luoghi 'riserva' sono divenuti vuoto informe o utilizzato arbitrariamente da costruzioni di pessima consistenza: è il paesaggio del non determinato e dei non finito sempre in waiting list per avere un futuro che le comunità presenti nel luogo neppure conoscono. E' così cresciuta la periferia, che si distingue per il carattere informe sotto il profilo urbanistico, per un' immagine complessivamente povera e degradata.
.....
E parlando del turismo che caratterizza il territorio di Nardò si dice
 
"...E un turismo poco rispettoso dell' ambiente e delle emergenze naturalistiche e culturali presenti lungo la fascia costiera (un cospicuo patrimonio storico-archeologico): il paesaggio risulta, infatti, in più parti gravemente compromesso dalla presenza umana. Tutta la fascia costiera è stata oggetto di una crescente attività edilizia e di un'intensa e disordinata antropizzazione. A Sant'lsidoro vi è stata una grave riduzione delle dune, legata ad un'urbanizzazione di "seconde case" dilagante e senza termine con conseguenze rovinose per il territorio. L'intervento antropico condotto all'insegna della specùlazione ha prodotto e continua a produrre una dissennata distruzione dell'ambiente naturale. Il diffondersi delle seconde case per fasce parallele alla costa ha accentuato il processo di trasformazione del paesaggio, dando l'avvio ad una lottizzazione "selvaggia", avviando una vera e propria opera di "rapina", che le amministrazioni comunali non sono state in grado di controllare, e alla quale ancora oggi non si vuole porre termine...."
 
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